con un racconto a alta velocità
(29 settembre 2011).
Svaccato nel sedile posteriore, il cliente – omuncolo tradizionale – ride al telefono. Per inciso, questo viaggio di un paio d’ore in auto gli costa quattrocento euro.A destra, il mare: la strada è a strapiombo sulla schiuma da detersivi della risacca. A sinistra, la parete granitica contro cui il rombo del motore si schianta e torna a schizzi. L’autista si chiama Graziano, ventisei anni, occhiali scuri, cravatta e camicia obbligatorie. Non ha idea di chi sia il cliente, ma conoscerlo non è tra i suoi compiti.
La Mercedes affronta le curve con puerile senso d’immortalità. L’omuncolo pretende emozioni, una corsa adrenalinica. E Graziano obbedisce. Scala in terza e dà gas. Ché per guidare guida proprio bene, il ragazzo, gestisce l’asfalto con reazioni millimetriche, raddrizza le curve, fa il pelo alle utilitarie che incrocia. Ghigna, pure.