
"Sono appena 116 pagine, ma è una lettura pregna di significati, che ti lascia perplesso e ti costringe a rileggere, e pensare, ma così tanto, come se di pagine ne avessi lette almeno 1116, tanti sono i contenuti e le riflessioni che riesce a stimolare. Anche il linguaggio è decisamente personale, frutto di un notevole e innovativo esercizio letterario. Terminata la lettura si è costretti a ricercare la chiave idonea per acciuffarne appieno il suo contenuto, quindi si è obbligati a rileggerlo. Una volta aperte tutte le serrature ci si rende conto che si è davanti ad una vera e propria opera letteraria. Una di quelle meritevoli di essere riletta, analizzata, commentata e ricordata a lungo."
"Salto d’ottava è un piccolo libro di un centinaio di pagine. Una gemma. Un capolavoro stilistico. Un gran saggio sulla crisi d’identità dell’uomo moderno che vive solo nel consumismo, nell’indifferenza, nella solitudine, nell’apatia, nell’individualismo, senza ambizioni, valori o prospettive di crescita. È un romanzo denuncia, feroce e critico verso le debolezze dell’uomo contemporaneo, raccontato come una metafora dove, e spesso, siamo costretti ad identificarci. La narrazione a prima lettura è complessa, ma rileggendola si capisce appieno che non poteva essere scritta in altro modo se non questo. Un linguaggio unico, pregnante, veloce e asciutto..."