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15/03/16

Flemma a Genova per la rassegna Santiago in alto mare

Il mio Flemma sarà ospite della rassegna Santiago in alto mare
Una serie di spettacoli a cura di Nicoletta Bernardi e Progetto Santiago.
In collaborazione con il Cout Basie Jazz Club di Genova.

Una serata in cui la lettura del romanzo si integrerà, attraverso la voce dell'attrice Federica Toti, ai brani di un vero concerto musicale scritti da Nicoletta Bernardi, creando intense suggestioni, nessi di senso, intrecci di linguaggio.

L'appuntamento è per domenica 20 marzo alle 21.00.
Al Count Basie Jazz Club - Vico Tana 20r - Genova.

28/12/15

Flemma a Milano il 10 gennaio


Il 10 gennaio si apre a Milano la rassegna In Alto Mare 2016 curata dal gruppo musicale di Nicoletta Bernardi con l'attrice Federica Toti.

L'appuntamento è allo Spazio Artepassante, dove la rassegna proseguirà con altre quattro serate a cadenza mensile (ogni seconda domenica del mese) fino al 12 giugno.
Ogni serata sarà dedicata a un romanzo e al suo autore, ospite dell'incontro. Ogni romanzo verrà così presentato in uno spettacolo dove musica e parole si fondono e confondono.

Il 10 gennaio l'ospite sarò io, con il mio Flemma
Federica Toti leggerà alcuni brani del romanzo e ogni lettura sarà abbinata a una canzone originale del gruppo.
«Il mestiere dello scrittore», ha detto Nicoletta Bernardi, «mi pare sia rimasto l’unico lavoro serio perché in grado di immaginare realtà non precostituite. Le parole lette prima, sulla musica, danno nuovo senso alle mie canzoni, mi aiutano a riviverle, a eseguirle diversamente».
Allo stesso modo la musica darà nuovo senso alle mie parole scritte.

Vi aspetto domenica 10 gennaio, a partire dalle 19.00, allo Spazio Artepassante 
(Stazione Repubblica del Passante Ferroviario di Milano)
con:
Nicoletta Bernardi voce
Federica Toti voce narrante
Gianni Consiglio basso
Raffaele Lomoro chitarra
Giosuè Consiglio batteria 




02/10/15

A Reggio Emilia il 24 ottobre

Sabato 24 ottobre a Reggio Emilia presenteremo una nuova e ricca collaborazione tra Progetto Santiago e la Libreria Arcadia, che insieme daranno vita a una serie di attività didattiche e formative: corsi, seminari, conferenze e laboratori di editoria, scrittura, sceneggiatura, letteratura...

Il tutto sarà presentato a partire dalle 20.00 — a “La Centrale”, in Via Gorizia 12 — con un concerto/reading a cura del gruppo Nicoletta Bernardi definitely banned, con letture dell'attrice Federica Toti e alcuni scrittori di Progetto Santiago.

Per l'occasione, saranno disponibili anche le prime copie in anteprima del mio Flemma ripubblicato da Morellini Editore, che sarà in libreria dal 29 ottobre.


31/08/15

Il mio primo romanzo

Il mio primo romanzo è uscito nel 2007. Si intitola Flemma e sta per uscire di nuovo, ripubblicato da Morellini Editore.
L’avevo scritto tra il 2005 e il 2006 e ci avevo impiegato più di anno, non solo perché era per me un lavoro ambizioso, ma anche perché il lavoro (ambizioso) consisteva in buona parte nella definizione di me stesso come autore, nella ricerca e nel rispetto della mia voce, nella delimitazione di una mia scrittura.
Il romanzo aspirava a un’estetica sociale e letteraria insieme: guardando da una certa distanza i generi tradizionali legati al tema del crimine, della colpa e dell’innocenza, in Flemma ho inseguito il respiro di una generazione che mi pareva muoversi come un adulto divenuto improvvisamente cieco e che non fosse in grado tuttavia di ammetterlo. Si era a metà degli anni Zero, mentre scrivevo, e la situazione scandalosa di dominio da parte della mediocrità non aveva ancora colpito le mie fondamenta: l’operazione aveva senso. Mi pareva che le menti migliori cercassero di venire a capo dei fenomeni culturali e sociali che tormentavano anche me. E lavorai in questa direzione, come facevano loro. Mi dedicai quindi alla disgregazione delle disgregazioni, costruendo un romanzo che Valter Binaghi avrebbe poi definito “una scomposizione cubista della scena del crimine”. Non guardavo alle forme consolidate della narrativa italiana: guardavo oltreoceano, anche convinto del fatto che la mia generazione avesse maggiore dipendenza dalla cultura americana che da quella europea, essendo noi cresciuti più davanti a uno schermo che per strada.
A stesura terminata, lo inviai a una persona soltanto. Lo inviai solo a Luigi Bernardi, che all’epoca era stato il mio insegnante in un paio di corsi di scrittura. Passò un mese, poi due, poi tre, poi Luigi mi mandò un SMS, nel quale diceva: Sei pronto all’esordio. Sei mesi dopo Flemma era in libreria e io iniziavo a diventare l’uomo che sono oggi. Di lì a poco avrei iniziato a lavorare con Luigi ai libri Perdisa Pop, nel giro di qualche anno sarei diventato editor e direttore editoriale.

Intorno al 2008, Luigi mi disse che Flemma aveva diritto a una seconda vita almeno. Mi disse che avrei dovuto prima o poi fare qualcosa per farlo esistere in un nuovo contesto editoriale. Così ho fatto, appena mi è stato possibile, cioè nel 2015, quando scadeva il contratto della sua prima edizione.
Ed eccoci qui: molte cose sono cambiate in me e intorno a me. Il lavoro editoriale mi ha insegnato ciò che sempre insegna l’esperienza, ovvero il disincanto. Ed è forse inutile dirvi che rileggere Flemma oggi vuol dire per me leggere un romanzo che non riscriverei più, non a quel modo. Ma è giusto così: l’autore di quel libro era un tizio di poco più di trent’anni che non sono più io: un autore con un’altra voce e altre idee sulla propria scrittura, ma un autore che aveva cose da dire e che mi sembra ancora capace di dirle in quelle pagine.
Su questo mi sono confrontato con il nuovo editore, come era giusto. La domanda che ci ponevamo riguardava il grado di rispetto che dovevo a quel testo. Da parte mia sapevo di doverne rispettare l’indole, perché il suo bello è anche nascosto nella sua attuale distanza da me. Era un romanzo autentico, molto sentito, carico di partecipazione.
Alla fine ho deciso di fare una sola modifica importante. Ho eliminato in particolare uno dei personaggi, il che non ha quasi cambiato il libro, e per niente le intenzioni che lo animavano, ma ha reso possibile la rimozione di una dose eccessiva di informazioni, tipica dell’esordiente.


La nuova versione è dedicata alla memoria di Luigi Bernardi e Valter Binaghi.